lezione 6 per classi 3°B Gibellina

lettura dell'opera 


TITOLO“Galatea delle sfere” 
AUTORE: SALVADOR DALì
TECNICA: OLIO SU TELA
ANNO DI REALIZZAZIONE:1952
CORRENTE ARTISTICA : SURREALISMO
misure: 65x54
COLLOCAZIONE: Museo Dalì, Figures, Spagna



DEVI APPROFONDIRE

  1.  le caratteristiche della pittura di S. Dalì
  2. Le caratteristiche del Surrealismo


Il senso di adorazione e dipendenza di Salvador Dalí per la sua musa Gala è sempre stato qualcosa di plateale e riconosciuto da tutti. La conobbe quando aveva 25 anni e visse con lei finché Gala morì, cinquantatré anni dopo. La depressione in cui cadde Dalí dopo la morte di lei ha del leggendario: dal giorno dopo il funerale, andò a chiudersi nel Castello di Púbol, che aveva acquistato e sistemato come rifugio e regno di Gala, e rifiutò ogni contatto con l’esterno. Due anni dopo ci fu un incendio in camera da letto e Dalí finì in ospedale per gravi ustioni: lo trovarono terribilmente malnutrito, effetto di mesi di abbandono e autolesionismo. Quando lei era ancora in vita, una volta le confessò: “È soprattutto col tuo sangue, Gala, che dipingo i miei quadri”. E di quadri dedicati a lei, o ispirati da lei, Dalí ne fece un’infinità. Alcuni più noti, altri più ricercati, ma non v’è dubbio che Gala fu la fonte d’ispirazione più ricca e costante della produzione artistica del genio surrealista.

sono innumerevoli le testimonianze del carattere insopportabile di Gala, ai limiti della sociopatia. Gala non aveva amici, non aveva contatti con la famiglia e odiava praticamente tutti. Nessuno la sopportava. Era sua abitudine sputare in faccia a chi non le andava a genio, e quando voleva che qualcuno smettesse di parlare, gli spegneva una sigaretta sul braccio. Veniva descritta come una donna crudele e feroce, e anche come sessualmente insaziabile, senza alcun scrupolo a iniziare relazioni carnali con uomini già impegnati. A Parigi le affibbiarono il soprannome “La Gale”, che in francese indica sia una donna maligna che la rogna.

Quando Dalí non poté più dipingere, Gala era solita fargli firmare tele in bianco, che poi venivano completate da pittori sconosciuti e rivendute a prezzi esorbitanti, per continuare a vivere nell’agiatezza. È per questo che i critici sono sempre scettici sulla vera attribuzione dei dipinti firmati da Dalí dopo i suoi 65 anni.